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Innanzi tutto, le sessioni (sedute) di rebirthing possono avvenire in individuale o in gruppo. La persona o il gruppo vengono fatti sdraiare per terra o su un lettino e vengono invitati a rilassarsi.
La respirazione, soprattutto nelle prime sessioni è guidata, ed il facilitatore sostiene il ritmo della inspirazione e della espirazione, invitando il rebirthee a lasciarsi andare. Il compito del facilitatore è quello della presenza attiva, nonché quello di assistenza, intervenendo solo quando il soggetto o la situazione lo richiedono.
L'etica ed il codice deontologico del facilitatore richiede che questi sia informato sulla situazione generale e/o clinica del soggetto che desidera la seduta.
A questo punto si adotta una respirazione molto calma e tranquilla: si inspira ed espira in modo profondo, seguendo il proprio ritmo interiore. Il facilitatore, in accordo con la persona che sceglie di respirare, può lasciar scorrere le cose e vedere che cosa accade, oppure può invitare le persone a dirigere l'attenzione ad una tematica particolare.
A seconda del grado di intensità della sessione, si può arrivare a rivivere il momento della nascita, o altri avvenimenti significativi della vita della persona. Quando questo avviene, è possibile che il soggetto, o meglio il rebirthee, evochi il vissuto del proprio parto e che fisicamente inizi a mimare i movimenti neonatali, cioè quei movimenti primitivi ed istintuali che permettono al bambino di uscire dal ventre materno: spingere in fuori la testa, muovere le spalle, agitare le braccia, succhiare il pollice, compiere gesti e movimenti ricordo di un passato impresso nella memoria, apparentemente archiviato, ma vissuto e reiterato negli schemi che si ripetono nel presente. Le memorie così liberate, sono, con l'aiuto del facilitatore, integrate e rimembrate, ricostruite, accettate, e trasformate. E' a questo punto, che, se il rebirthee lo gradisce, il facilitatore può abbracciarlo o semplicemente dargli la mano, ristabilendo positivamente un contatto primario con la figura genitoriale.
Gli abbracci non dati, sono restituiti al bambino affamato d'amore.